Allora il Senato palermitano, decise di chiamare a consulto un gran medico … Sappiamo che fino a 50 anni prima della peste abitavano a Palermo circa 40 mila persone e che – dati fiscali comparati alla mano – all’indomani della peste, la popolazione poteva essersi ridotta addirittura a 18 mila persone. Stando anche al numero degli stessi notai che operavano in alcune grosse città siciliane, fra il 1346 e il 1350 si riscontra una riduzione del loro numero di circa il 26%. La prima tappa europea della peste nera, l’epidemia che sconvolse l’Europa nel 1348, è stata in Sicilia, a Messina, e un cronista catanese, noto come Michele da Piazza … Un’altra reliquia, donata dall’abate Girolamo Prenestino, fu posta nel predetto altare di S. Rosalia nella chiesa Matrice, dove fu aperto un quarto ingresso (nell’attuale via Geraci) per favorire l’afflusso dei fedeli. Il principe don Diego, che preferì rimanere a Terranova, il 18 giugno 1624, con atto in notar Francesco Manzo di Palermo, nominava suo procuratore generale, con facoltà di sostituire, don Giovanni Ventimiglia che, valendosi di detta facoltà, a sua volta designò don Francesco Romano Colonna, il quale, con nomina del luogotenente del regno card. Cosa sappiamo? Il culto di Santa Rosalia è profondamente sentito a Palermo e affonda le radici soprattutto negli avvenimenti del 1624, pur essendo … Tra il 430 e il 427 a.C. Atene fu afflitta da una gravissima epidemia che provocò la morte di migliaia di persone: probabilmente la metà dei suoi abitanti. Interpretando il sentimento e la devozione popolare, che si iscriveva nella cornice teologica del suffragio e della intercessione, alimentando donazioni, elemosine e gesti di carità a chiese e pii istituti, il principe stesso, il 20 gennaio 1644 , festa di S. Sebastiano, guiderà una solennissima processione per trasferire dagli Agonizzanti al Purgatorio il quadro ov’erano depitti alcuni santi coll’anime purganti imploranti il lor suffragio… insieme colla statua di S. Sebastiano…. Dalla Sicilia la peste si diffuse in Nord Africa attraverso Tunisi; la Sardegna e l’Elba erano state colpite, via mare, già nel mese di dicembre. Doria e del Tribunal del Real Patrimonio, fu investito di tutti i poteri di capitano d’armi. © Copyright 2020 - Ass. La catena commerciale genovese però, continuando a funzionare, riuscì a trasportare a destinazione spezie e stoffe, e di certo anche il morbo invisibile e letale. Sicilia, 1743. Nel mese di marzo del 1348, con ogni probabilità (secondo quanto riportato dai cronisti Matteo Villani e … La storia è ambientata nel Settecento, un secolo che l’ha molto ispirata, narrativamente parlando. Lo stesso consiglio fece voto di far fabricare nella chiesa maggiore uno altare con farce un quatro in honore della Immacolata conceptione di nostra Signora, santo Rocco et santa Rosolea . 26 Feb 2020. Per la … Dell’intensa attività medica svolta da lui durante la pestilenza rimane un documento di notevole utilità, la Informatione del pestifero et contagioso morbo, lavoro che espone in tutti i suoi aspetti la politica di difesa sanitaria cinquecentesca , mentre le Ordinationi dello stesso Ingrassia sintetizzano le regole fondamentali di lotta e di intervento contro il male. Alcuni giunti da molto lontano, altri invece aspettavano solamente l’occasione di aggredire milioni di ignare prede. Sfortunatamente non ci sono dati certi sulla mortalità che afflisse la capitale siciliana, ma attraverso alcuni elementi è possibile rintracciare la forza con la quale si abbatté la falce della morte nera. Fu un’ecatombe, il trionfo della morte. Costoro venivano trattenuti ed obbligati a far la quarantena alli Bigini, allo Staglio, al Convento di Nostra Signora de’ Miracoli, alle stanze di Monteleone, a quelle di Ballatore, alla Santissima Trinità, alla chiesa di San Bartolomeo (quella, non più esistente, in contrada Giallonghi) e altri luoghi, custoditi col massimo rigore . Lo stesso batterio, il temibile Yersinia pestis, trovò il modo dopo diversi secoli – oggi ancora un mistero e oggetto di ricerca – di tornare in forma evoluta e, ovviamente, più forte di prima. La peste raggiunse la città al seguito dell'Orda d'Oro: le cronache dell'epoca riportano (come ha scritto lo storico francese Michel Balard sulla … La peste bubbonica, così chiamata per le tumescenze nerastre che comparivano soprattutto in corrispondenza delle ghiandole, ad esempio sotto le ascelle, era una malattia dell’apparato respiratorio, indotta dalle pulci dei ratti e diffusa per contagio. Alcuni recenti studi hanno provato che le due pandemie sono state contraddistinte dallo stesso agente patogeno. All’indomani delle Guerre del Vespro una nuova è più spaventosa guerra era dunque giunta alle porte d’Europa. Le spese sostenute dall’Università furono ingenti: “Per il solo mantenimento dei poveri e degli ammalati – scrive Ferrigno – si spesero oltre 4000 onze” . Non era la prima volta che la «morte nera» si diffondeva in Europa: nel VI secolo, conosciuta come “peste giustinianea”, uccise – secondo alcune stime – oltre il 25 per cento della popolazione dell’Impero Romano d’Oriente e in tutto, nel corso di un secolo, forse oltre 100 milioni di persone. Scoppiato che fu il contagio, si volle vedere in esso un castigo divino, come confessano, il 12 gennaio 1625, i giurati di Castelvetrano, lamentando che sono stati tanti li peccati nostri e di tutto il populo di questa città che han provocato con giustissimo sdegno a sua Divina Maestà a castigarne con sì gran castigo del mal del contagio et avendo incominciato il pietoso Iddio a toccarne leggermente con il suddetto male acciò pentiti avessimo domandato perdono delli nostri peccati noi in cambio di penitenza l’habbiamo piò che mai giornalmente offeso et sdegnato, onde vedendone ostinato va accrescendo di giorno in giorno piò il male secondo la moltitudine dei nostri peccati . Desde el forzoso confinamiento impuesto por la epidemia, dos mujeres —dos amigas— se intercambian cartas. Nei tre mesi successivi del nuovo secolo i morti di peste … La peste dilagava a Palermo e ben presto colpì tutta la Sicilia, specialmente le città che si affacciavano sul mare, perché più facilmente raggiungibili dalle navi. Nella cura degli appestati si distinsero Cappuccini e Agostiniani; tra i primi ricordiamo il padre Giovan Maria da Sutera che, contratto il morbo, ne perì; tra i secondi, un fra Vito da Mazara, anche lui attaccato dal male. Si sa che nel 1347 ci furono i primi morti sull’Isola e allora veniva chiamata morte nera, definita tale per la comparsa di macchie scure sulla pelle dei malati. Cult. Era Rosalia Sinibaldi la vergine palermitana, il cui corpo, rinvenuto quello stesso anno sul monte Pellegrino, si dice avesse liberato Palermo dal terribile morbo. Gran parte del presente articolo è tratto dal I volume de “La città palmosa”, scritto in collaborazione con Aurelio Giardina. I degenti, almeno a giudicar dai documenti, erano trattati bene, sia per il servizio inappuntabile, sia per il vitto, scelto ed abbondante, di carne, polli, ottimo pane, vino eccellente. CTRL + SPACE for auto-complete. Così il Graffeo racconta il solenne arrivo del corteo: A dui ori di notti… detta cavalcata di dui in dui, ognuno con la sua torcia allumata a li mano, et a l’ultimo un patre di S. Francesco di Paula a cavallo con una cappa bianca scapellato portava detta santa reliquia; et con la musica innanti et diversi sacerdoti che portavano l’asti del baldacchino… la conducero per tutti li strati di questa città, domandando in ogni strata la misericordia con gran lagrime di tutto il populo… . A Costantinopoli dovettero gettare i corpi ai limiti … Nel VI secolo, conosciuta come â€œpeste giustinianea”, uccise – secondo alcune stime – oltre il 25 per cento della popolazione dell’Impero Romano d’Oriente e in tutto, nel corso di un secolo, forse oltre 100 milioni di persone. […] E come il gavocciolo primieramente era stato ed ancora era certissimo indizio di futura morte, e così erano queste a ciascuno a cui venivano. Giornalmente aspettiamo i numeri da Angelo Borrelli responsabile della protezione civile. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all\u2019uso dei cookie. Pertanto, quella descritta dal Manzoni fu preceduta, nel 1576, dalla famosa “peste di S. Carlo” (così chiamata perché vide l’eroica azione di assistenza e carità del cardinal Carlo Borromeo), morbo contro il quale, in Sicilia, dovette misurarsi il nostro principe don Carlo d’Aragona, allora presidente del Regno, il quale impose rigorosi provvedimenti, sia nella profilassi, sia nella repressione dei delitti, allo scopo di fronteggiare la morìa, nel corso della quale ebbe a distinguersi il medico palermitano, di origine regalbutese, Gian Filippo Ingrassia. Possa dunque, la memoria storica di quegli anni indurci a credere e a lavorare per la promozione e lo sviluppo di questa nostra città, allorquando usciremo, come tutti auspichiamo, dal triste momento che incombe. Nel gennaio 1348 le … È un cronista dell’epoca, Gabriele de Mussis, a raccontarci quel che fu una sorta di “guerra batteriologica”: «legarono i cadaveri su catapulte e li lanciarono all’interno della città, perché tutti morissero di quella peste insopportabile. Ciò nonpertanto, il male colpì la Sicilia e anche la nostra città, desolandola per quasi due anni. E tuttavia, nemmeno la peste del 1624-26, che pure comportò una riduzione della popolazione di circa mille anime, riuscì a interrompere un favorevole processo socio-economico. Il testo Informatione del pestifero et contagioso morbo di Ingrassia, scritto in occasione della peste che colpì Palermo in quegli anni, divenne una sorta di guida all’emergenza sanitaria. di Siro M. La peste nera era una terribile malattia, che si trasmetteva all’uomo attraverso il morso delle pulci che stavano sui topi, i quali, a causa della sporcizia e della completa mancanza d’igiene, vivevano in gran numero nelle città e nelle abitazioni. La peste nera del 1348. in Asia Europa e a Prato. Furono chiuse le porte della città e i varchi delle due sole porte aperte, erano altamente controllate per evitare che i contagi aumentassero. Durante l’imperversare della pestilenza, in città le persone sospette venivano barreggiate nelle loro case e qui custodite da appositi guardiani; poi, inchiodati gli usci e murati i cortili, gli indiziati di contagio erano inviati al Casale Bianco, un quartiere di cui non sussiste più traccia e che si estendeva dal monastero della SS. Il contagio dunque fu portato da un vascello giunto da Tunisi con alcuni cristiani riscattati, che, tornati ai paesi d’origine, malgrado le tardive disposizioni del viceré Emanale Filiberto di Savoia che ne aveva ordinato la segregazione e la custodia, diffusero il male in Sicilia. La vera conoscenza con questo personaggio avviene nel capitolo XXXVII de I Promessi Sposi, quando don Ferrante entra definitivamente in scena, dando sfoggio non solo della sua cultura ma anche e soprattutto delle sue teorie sulla diffusione della peste.. Il suo è un tipo di sapere enciclopedico ante litteram, che spazia dalla … (Widescreen – Exclusive Video – Haute Couture Fashion Week – … Stando agli archivi notarili storici, è constatato fra il 1347 e il 1348 il concentrarsi di testamenti e di mortalità nell’ambito di ristrette categorie di laici e di religiosi. E tuttavia, nel luglio seguente, l’epidemia cominciò a scemare per cessare del tutto nel mese di agosto. La pandemia più celebre e devastante fu quella che dilagò intorno alla metà del XIV secolo e nota come “peste nera”. Lo studio presentato è il primo risultato di una ricerca in corso. La peste divenne un’arma potentissima in guerra. Viaggio in Sicilia per il centenario di Leonardo Sciascia ... conferirono gli Arabi quando vi entrarono per la prima volta durante la peste. Una delle pandemie più terrificanti della storia globale è senza dubbio quella di peste nera (chiamata anche bubbonica a seconda delle manifestazioni) avvenuta nel XIV secolo. Una prima avvisaglia la ricaviamo da un biglietto vicereale inviato, il 19 giugno 1624, ai giurati di Mazara, dove così si dice: La informatione che viene che nella costa di Barberia corra male contagioso di peste, obbliga a far le diligenze necessarie per la preservazione di questo Regno e per cui ordiniamo che non si ammetta navella alcuna che venghi di Barberia o venendo di altra parte habbia toccato in Barberia e non solo non se li dia prattica ma non si ammetta a quarantena ma si mandi via ad ingiunzione al Patrone e marinai che sotto pena della vita naturale non habbiano di curare né mettere in terra persona né robba di sorte alcuna in nessun loco di questo Regno … e perché si tengano le guardie ordinarie e senza altra spesa alle medesime, darete carico che siano in vigilanza che li navelle tali non gettino genti né robbe per terra e succedendo tuttavia che si ritrovassero robbe di lontano ne si appicci foco acciocché nessuno li pigli e tanto si usi ogni espressa diligenza acciocché le guardie stiano co la dovuta vigilanza et usino le diligenze necessarie, farete rivederle da sopraguardie che siano di molta confidenza, le quali si potranno eligere a Mazara per dar spesa all’Università e capitando vascello che venghi o habbia toccato per quelli porti, ne darete subito avviso a noi, oltre le delegenze suddette. E non come in Oriente aveva fatto, dove a chiunque usciva sangue del naso era manifesto segno d’inevitabile morte: ma nascevano nel cominciamento d’essa a’ maschi ed alle femine parimente o nell’anguinaia o sotto le ditella certe enfiature, delle quali alcune crescevano come una comunal mela ed altre come uno uovo, ed alcuna più ed alcuna meno, le quali li volgari nominavan «gavoccioli». Peste, colera, Spagnola e Coronavirus: Messina e la storia delle epidemie dal 1347 all'Asiatica del 1970. In entrambi i luoghi vi erano due reparti: uno per le donne e l’altro per gli uomini, e intorno ad essi, dei custodi, i quali, da apposite capanne e garitte, impedivano qualunque comunicazione con l’esterno. Si fa presto a parlare di pandemia e mali terribili , in realtà l'unica epidemia che storicamente ha rischiato di ridurre drasticamente la … Nel 1347 arrivò in Italia, prima in Sicilia e poi a Genova, Scilla: In arrivo 100mila euro per i pescatori mazaresi sequestrati…, L’associazione siciliana Ristoworld Italy nomina Gregori Nalon Ambasciatore della Cucina, Tre cugine siculo-americane dell’Ohio promuovono la cucina siciliana negli USA, Vino, dai colori del tramonto nasce il primo rosato di Baglio…, Lo chef Francesco Bonomo è “Custode dell’identità territoriale”, Coronavirus, i commercianti marsalesi si costituiscono in associazione, Sanificazione delle strade a Marsala. Ma se la peste nera uccideva in poco tempo, come fece a diffondersi così capillarmente e a uccidere così tante persone?